Un caffè e due chiacchiere con l’artista Alessandro Barbarossa
Singulart, galleria parigina d’arte online rappresenta a livello internazionale la sua produzione. Espone e collabora con diverse gallerie e istituzioni artistiche in Europa e in California. Dietro il suo buon umore e la sua gioia di vivere, si nasconde un intellettuale; le sue opere riflettono un equilibrio tra la parte critica del suo cervello, influenzata dalla lettura di Sartre, Beauvoir, Eco e Russell, e la parte destra, nutrita da sessioni di “mindfulness”. Il risultato è sorprendente. I suoi quadri astratti suscitano un’attenta osservazione e riflessione, anche se alcuni sembrano cupi a prima vista, la gioia che ne emerge sembra provenire da uno speciale silenzio, si è trasportati in un universo sia musicale oltre che visivo.
il silenzio
– Come puoi trovare il silenzio in un dipinto?
Devo chiarire che trovo un altro tipo di silenzio, questo Silenzio è pieno di musica, letteratura e immagini.
– Il silenzio è per te una meditazione o uno stile di vita?
Il silenzio, inteso come silenzio, è una pausa dalla vita.
– Trovi che il processo della pittura stessa sia una meditazione?
In un certo modo, la pittura e la meditazione, hanno un aspetto in comune.
– Dipingi tutti i giorni, come disciplina? O solo quando sei dell’umore giusto?
Ogni giorno, come disciplina faccio qualcosa inerente l’arte, così, raggiungo l’alto livello di concentrazione di cui ho bisogno per dipingere.
A volte dipingo in silenzio, a volte ascolto musica, barocca durante la creazione dei dipinti della serie I’m trying to find Silence. Altro tipo di musica quando mi dedico ad altri progetti.
Decameron | Giornata I Novella 1, “Ser Cepparello”, Penna a feltro su carta | 29 x 42, 2020
messaggio
– Pensi che i dipinti debbano trasmettere un messaggio sociale, politico o religioso?
La pittura, quando è arte, trasmette sempre un messaggio.
– In che modo la lettura di Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre hanno influenzato il tuo lavoro?
Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre mi mostrano la chiave per entrare nella mia mente, e poi dentro la mia arte, capire cosa come perché fare.
– Quando dici “Sto facendo ‘quadri’ faccio ‘la mia esistenza, unica, irripetibile, assurda e contingente”, non è forse troppo pessimista?
Al contrario, è completamente ottimista, abbiamo una sola vita, quindi, solo una possibilità di essere noi stessi e fare ciò che vogliamo.
tecnica e materiali
– Puoi descriverci la tua tecnica e quali materiali utilizzi per creare i tuoi quadri?
Olio. Preferisco dipingere sul pavimento, o poggiato ad una parete, a volte il ritmo della musica muove le pennellate, poi mi dedico alla composizione, all’equilibrio di tutti gli elementi che compongono tecnicamente e concettualmente un dipinto.
– A cosa stai lavorando?
Sto lavorando a due nuovi progetti
The Picture of Dorian Gray, una serie di ritratti di giovani artisti all’interno del mio mondo artistico per i quali provo ammirazione.
Decameron, una serie di disegni astratti ispirati dalle cento novelle che compongono il Decameron di Giovanni Boccaccio, quindi, la serie è composta da cento disegni astratti, che sto dedicando a tutte le persone che compongono il mio mondo artistico.
Covid-19
Telefono molto agli amici, ascolto tantissima musica, leggo, cucino leccornie, guardo film nuovi e del passato. La parte creativa del mio lavoro è quasi uguale a prima, per quanto riguarda le esposizioni e le collaborazioni è possibile grazie ad Internet.
– Come andrà il prossimo futuro?
Usciremo a riveder le stelle …
Decameron | Giornata X Novella 10 “Bologna”, Penna a feltro su carta | 29 x 42, 2020








